Il menestrello (dal provenzale menestrals, "servo di casa") era, in età feudale, l'artista di corte incaricato all'intrattenimento del castello. Svolgeva mansioni di musicista, cantastorie, poeta o giullare.
Fu una figura presente principalmente nella Francia e nell'Inghilterra medievale.
Era spesso ingaggiato per singoli spettacoli, in occasione di ricorrenze particolari ed eseguiva perlopiù brani già composti probabilmente da un trovatore. Come il bardo per le popolazioni celtiche,
il menestrello poteva essere un cantore di gesta eroiche compiute dal
proprio signore. In alcuni casi, si trattava di un semplice buffone con abilità di giocoleria e aveva il solo scopo di divertire il pubblico.
I menestrelli più abili erano in grado di comporre delle tenzoni di livello paragonabile alla poesia trobadorica.
Anche i comuni usavano assumere i menestrelli affinché cantassero la bellezza della città.
In altra epoca e luogo, dal 1840 circa, fino ai primi del XX secolo, lo spettacolo leggero americano fu dominato dai cosiddetti minstrel shows,
spettacoli di menestrelli: spettacoli teatrali improvvisati su un
canovaccio, e spesso accompagnati dalla musica. Con l'andare del tempo
queste esibizioni, che non erano stabili ma erano spettacoli di strada,
presero ad assumere delle caratteristiche standard, che fissavano
l'abbigliamento del menestrello, ed i ruoli, caratterizzati, che egli
interpretava.
Tuttavia la chiesa non aveva un atteggiamento positivo nei
loro confronti, e quindi, li condannava; inoltre, siccome i loro
componimenti non venivano scritti, ma si tramandavano solo oralmente, a
noi oggi non è pervenuto nulla. Si trovavano nel epica cavalleresca.
Il menestrello era anche uno strumento sociale di grande valore, infatti
manteneva gli uomini a contatto con costumi ed ambienti diversi.
Dal mio canale YOUTUBE
lunedì 9 dicembre 2013
sabato 9 novembre 2013
venerdì 8 novembre 2013
domenica 20 ottobre 2013
Attacco e difesa - Storia delle armi
Un'armatura, un elmo, una spada sono solo alcuni dei tanti degli
oggetti, che hanno accompagnato e spesso hanno proprio determinato la
storia dell'uomo. Armi da difesa e d'attacco, usate da uomini per
uccidere altri uomini, o da eserciti per difendere o conquistare
territori e città.
Chissà quante paure e angosce hanno racchiuso queste armature. L'ingegno di intere generazioni di inventori, è stato messo al servizio di questa crescente efficacia nell'annientare il prossimo o per evitare di essere a propria volta spazzati via. Storia delle armi dalla Preistoria ai giorni nostri dalla playlist da me creata del mio canale YOU TUBE.
Chissà quante paure e angosce hanno racchiuso queste armature. L'ingegno di intere generazioni di inventori, è stato messo al servizio di questa crescente efficacia nell'annientare il prossimo o per evitare di essere a propria volta spazzati via. Storia delle armi dalla Preistoria ai giorni nostri dalla playlist da me creata del mio canale YOU TUBE.
martedì 15 ottobre 2013
Le grandi donne della storia : Eleonora di Toledo
Eleonora di Toledo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Eleonora di Toledo | |||||||
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Duchessa di Firenze | |||||||
In carica | 29 marzo 1539 - 17 dicembre 1562 | ||||||
Predecessore | Margherita d'Austria | ||||||
Successore | Giovanna d'Austria | ||||||
Nome completo | Leonor Álvarez de Toledo y Osorio | ||||||
Altri titoli | Duchessa di Siena | ||||||
Nascita | Alba de Tormes , 1522 | ||||||
Morte | Pisa , 17 dicembre 1562 | ||||||
Luogo di sepoltura | Basilica di San Lorenzo , Firenze | ||||||
Dinastia | Álvarez de Toledo | ||||||
Padre | Pedro Alvarez di Toledo | ||||||
Madre | María Osorio y Pimentel | ||||||
Consorte | Cosimo I de' Medici | ||||||
Motto | Cum pudore laeta foecunditas |
Eleonora Álvarez de Toledo y Osorio (in spagnolo
Famosa per la sua bellezza, è il soggetto principale del più noto ritratto
Eleonora possedeva inoltre il carattere giusto per stare al fianco di un uomo burrascoso ed introverso come Cosimo de' Medici. Era l'unica persona che aveva un qualche ascendente sul marito, dalla quale accettasse consigli e sapeva come mitigare i suoi continui sbalzi di umore.
In assenza di Cosimo, era lei che sostituiva in tutto e per tutto il marito riuscendo a governare la potente repubblica fiorentina.
Biografia
Eleonora andò in sposa a Cosimo I de' MediciEleonora veniva ricordata per la sua folgorante bellezza: castana e con gli occhi nocciola, aveva il viso di un ovale perfetto, i lineamenti dolci e pieni di un'innata maestà, come d'altronde traspare anche dai suoi ritratti. Senza rischiare un azzardo si può dire che Eleonora fosse la sposa più affascinante che entrava in casa Medici almeno dai tempi di Lucrezia Tornabuoni
Eleonora - già sposatasi per procura il 29 marzo 1539
Cosimo, che si era da poco impadronito del potere e non aveva né agganci politici né fondi economici beneficiò molto della posizione raggiunta col suo matrimonio: di colpo si trovava in possesso di un immenso patrimonio e della parentela del governatore dell'Italia meridionale (don Pedro fu talmente fidato come viceré che ottenne il rinnovo della carica fino alla propria morte, avvenuta nel 1553
La coppia prese residenza nel palazzo Medici di via Larga
La coppia fu veramente molto innamorata e ce lo testimoniano oltre ai cronisti le numerose lettere tra i due. Finché Eleonora visse non si ebbe alcuna notizia di “scappatelle” di Cosimo, che difficilmente sarebbero passate inosservate in una città dove egli era sempre al centro dell'attenzione. Eleonora a sua volta era così attaccata al marito da sfiorare in alcuni casi la morbosità: alla notizia di un viaggio del duca, dove ella non poteva accompagnarlo, alcuni cortigiani la videro piangere e strapparsi i capelli. E quando lui era assente viveva in attesa delle sue lettere: ne avrebbe volute almeno due al giorno.
Eleonora possedeva inoltre il carattere giusto per stare al fianco di un uomo burrascoso ed introverso come Cosimo de' Medici. Era l'unica persona che aveva un qualche ascendente sul marito, dalla quale accettasse consigli e sapeva come mitigare i suoi continui sbalzi di umore.
Dieci anni dopo il loro matrimonio, quando ormai Eleonora aveva già partorito sette dei suoi undici figli, fu terminata la costruzione di Palazzo Pitti
Il motto che Cosimo aveva scelto per Eleonora era cum pudore laeta foecunditas, accompagnato ad una pavoncella che ripara i suoi piccoli sotto le ali, che ben si addiceva alla sua figura, materna sì, ma anche fiera.
I fiorentini non l'amarono particolarmente, per il suo carattere visto come altezzoso, non abituati all'alterigia della corte spagnola. Non girava quasi mai a piedi in città, ma sempre a cavallo o su una lettiga che lei stessa aveva fatto decorare: di raso verde all'interno, di velluto dello stesso colore fuori. Lì se ne stava come “in un tabernacolo”, senza mai scostare le tendine per farsi guardare, sempre remota, inaccessibile quindi.
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Giorgio Vasari
, Eleonora di Toledo, 1560 ca.
Comunque era con le sue azioni che manifestava la benevolenza verso il popolo: faceva abbondanti elemosine, aiutava le fanciulle bisognose a costruirsi una dote, sosteneva il piccolo clero, attingendo dalle sue rendite private. Amava molto gli animali domestici e ci è arrivata la notizia di un suo cagnolino, di un gatto, di un pappagallo.
La sua religiosità sfociava a volte nella bacchettoneria, ma indulgeva volentieri in alcune attività amene come il gioco, le scommesse, la passione per le corse dei cavalli.
Aveva una passione sconfinata per i gioielli, che amava indossare in copiosa quantità, ed i suoi abiti sfarzosi seguivano le mode dell'epoca, ma si distinguevano per la squisita raffinatezza.
Nell'ottobre 1562
Nel corso degli anni prese campo una storia infondata su questo avvenimento, probabilmente inventata dagli esuli fiorentini nemici di Cosimo. Secondo questo racconto Garzia avrebbe pugnalato Giovanni durante una battuta di caccia e Cosimo, venuto a conoscenza dell'accaduto avrebbe ucciso Garzia. Eleonora, al sapere del duplice omicidio, sarebbe morta di crepacuore, addolorata anche dalla recente morte della figlia Lucrezia
Per molto tempo si è creduto che Eleonora fosse stata sepolta con lo stesso vestito presente nel celebre ritratto del Bronzino che la raffigura insieme al figlio Giovanni, ma all'effettiva apertura della tomba si scoprì che indossava un abito molto più semplice. Dopo un restauro lungo e complesso, l'abito originale è stato ricomposto ed esposto nella Galleria del Costume di Firenze, senza tuttavia permetterne un'esposizione tridimensionale a causa delle fragilissime condizioni in cui versa[1]
Discendenza
La discendenza di Cosimo e Eleonora, sebbene numerosa, non fu certo toccata dalla fortuna, a causa della tubercolosi endemica a Firenze, che richiedeva spesso soggiorni nelle zone costiere, dove invece era presente la malariaRitratto | Nome | Nascita | Morte | Età alla morte | Note |
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3 aprile 1540 |
19 novembre 1557 |
17 | Morì di malaria |
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25 marzo 1541 |
19 ottobre 1587 |
46 | Sposò Giovanna d'Austria |
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31 agosto 1542 |
15 luglio 1576 | 34 | Morì strangolata dal marito, Paolo Giordano I Orsini. |
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29 settembre 1543 | 20 novembre 1562 | 19 | Cardinale, morì di malaria. |
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14 febbraio 1545 | 21 aprile 1561 | 16 | Sposò Alfonso II d'Este, duca di Ferrara. Morì di tisi. | |
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10 agosto 1546 | 9 giugno 1547 | 10 mesi | |
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5 luglio 1547 | 12 dicembre 1562 | 15 | Morì di malaria. |
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1º luglio 1548 | 1548 | 0 | |
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30 luglio 1549 | 17 febbraio 1609 | 60 | Già cardinale, smise la porpora per diventare granduca di Toscana alla morte del fratello. Sposò Cristina di Lorena da cui ebbe molti figli. |
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10 marzo 1553 | 6 agosto 1553 | quasi 5 mesi | |
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3 giugno 1554 | 25 aprile 1604 | 50 | Sposò la cugina materna Leonora Álvarez de Toledo, che uccise per adulterio col tacito consenso del fratello Francesco I; si risposò nel 1593 con Beatriz de Menezes. |
Voci correlate
Note
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