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domenica 4 giugno 2017

24° Raduno Nazionale VIGILI DEL FUOCO (Pistoia)




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anvvf.it

XXIV Raduno Toscana 2017






  

UNA SCELTA DI GRANDE VALORE CULTURALE - Quest'anno la scelta per la tenuta del XXIV Raduno Nazionale è caduta sulla Toscana, località Pistoia, città nominata capitale della cultura italiana 2017.
Le motivazioni della scelta operata sono molteplici, in particolare ne vorrei sottolineare almeno tre:

1)IL PRESTIGIOSO RUOLO SUL TERRENO DEL TURISMO CULTURALE
Pistoia è una città medioevale con alle spalle una storia più che millenaria, dalle tradizioni Etrusche, Romane e Lombarde, come testimoniano le strutture architettoniche, la documentazione storica e i reperti archeologici custoditi dalla città stessa. Con la nomina a capitale della cultura italiana 2017 è entrata a far parte del circuito turistico di massa, recuperando così quel prestigioso ruolo nazionale, che le spettava di diritto;

2) LA VALORIZZAZIONE DELLA CULTURA DELLA SICUREZZA
L'Associazione nelle sue varie articolazioni sta svolgendo in tutto il territorio Nazionale una azione di massa per diffondere nel Paese la Cultura della Sicurezza. La Sezione di Pistoia in questo campo rappresenta una eccellenza, in quanto ha arredato con moderni sistemi tecnologici una intera casa, evidenziando visivamente, in tutti i suoi locali, i comportamenti da adottare per renderla sicura, ivi compresi quelli derivanti da un terremoto, che viene appositamente simulato.  Tale struttura, che è unica in Europa, è meta di tanti visitatori, in particolare degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, registrando un numero di presenze elevato. Il Comitato Istituzionale di Pistoia, chiamato a gestire tutti gli eventi derivanti dall'essere stata nominata Capitale della Cultura Italiana 2017, ha inserito nel circuito turistico. Culturale della città, considerandola alla stessa stregua di un museo, “la Casa Sicura” .  Questa alta considerazione ricevuta dalla Sezione di Pistoia sul progetto elaborato e messo in funzione, superando le tante difficoltà incontrate durante il suo percorso, fa onore all'intera Associazione e allo stesso Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; 

3) il legame affettivo che lega i Soci dell'Associazione Nazionale alla Toscana, prima come cittadini, poi come operatori durante  l'alluvione di Firenze del lontano novembre del 1966. Questi nostri Soci, allora giovani, si sono prodigati con spirito di abnegazione, professionalità, senso del dovere e tanta, tanta umanità  nelle operazioni di soccorso alla popolazione, che sfidando la impetuosa e distruttiva forza dell'acqua, hanno messo in salvo tante vite umane, animali e opere d'arte  di immenso valore, non solo nazionale, ma anche internazionale e aiutato la cittadinanza a superare le tante difficoltà presenti. Questi ricordi e questi legami con la popolazione sono indistruttibili,  anche perchè rafforzano  l'impegno del Sodalizio a  spingere le Istituzioni locali e nazionali sul terreno della prevenzione del territorio e del suo dissesto idrologico,  affinchè  tali tragedie non si ripetano più, come purtroppo sta avvenendo ancora oggi.                                                              

Questi tre buoni e validi motivi, congiuntamente a quelli dello stare insieme per passare una divertente settimana,  faranno si che anche questo quattordicesimo raduno veda una presenza numerosa dei Soci e delle loro famiglie  per dare un contributo rilevante alla crescita dell'immagine pubblica del Sodalizio e contemporaneamente un segno tangibile di attaccamento al valore della militanza.

Il Presidente Nazionale - Gianni Andreanelli                                                                        





vigilfuoco.it

Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco


La storia dei Vigili del Fuoco è una storia antica perché antico è l'uomo, antico è il fuoco, antiche sono le calamità naturali; ed è evidente che il bisogno di difesa contro la minaccia degli elementi avversi è nato con l'uomo ed è stata questa difesa una delle prime manifestazioni della società umana sin dalle origini della sua primordiale organizzazione.

Fu Augusto con due riforme, una del 26 e l'altra del 6 avanti Cristo che diede a Roma una vera e propria difesa contro il fuoco, con criteri organizzativi e funzionali di notevole interesse tecnico. Con queste due riforme Roma ebbe, infatti, un Corpo speciale di guardie notturne sotto il comando di un 'Prefectus Vigilum'. 

Tale Corpo, denominato Militia Vigilum Regime,  era organizzato in sette Coorti di 'Vigiles' e 49 Centurie (sette per ogni coorte) per un totale di circa 7.000 uomini; ogni coorte assicurava il servizio nel territorio di due regioni (Augusto aveva diviso Roma in 14 regioni) collocando una caserma (statio) in una di esse, ed un distaccamento (excubitorium) nell'altra. 

In Trastevere, nei pressi del ponte Garibaldi, esiste ancora oggi un'antichissima costruzione della fine del II secolo d.C., distinta da un'iscrizione corrosa dai secoli. L'iscrizione indica che quell'edificio, nell'epoca romana dell'Impero, era adibito ad excubitorium della VII coorte dei 'Vigiles', preposta al controllo della XIV regione Transtiberim.

Sorvolando sui cenni storici riferentesi ai secoli successivi deve però citarsi fugacemente l'origine del famoso Corpo dei Sapeurs-Pompiers di Parigi, perché esso ha costituito l'organizzazione tipica alla quale, nei secoli XIX e XX, tutti i paesi civili si sono ispirati come ad un modello.

Fu nel 1699 che l'industriale Dumourrier-Duperrier propose ed ottenne di costituire, egli stesso, un servizio completo ed autonomo antincendio, valendosi dei suoi operai. Da questa organizzazione, ideata e realizzata da un industriale, nacque poi, oltre un secolo dopo, e precisamente il 18 settembre 1811, il Corpo dei Sapeurs-Pompiers che della struttura organizzativa del Dumourrier-Duperrier conservò le caratteristiche fondamentali. Il Reggimento dei Sapeurs-Pompiers di Parigi è ancora oggi in Francia è il fulcro tecnico ed organizzativo intorno al quale si svolge e dal quale prende vita tutta la difesa antincendio di quel Paese.

L'unità d'Italia trovò, in materia di servizio antincendio, una situazione quanto mai varia e certo non brillante: ai pochi Corpi pompieristici locali a carattere volontario e limitati alle circoscrizioni comunali, facevano riscontro vaste zone, addirittura intere regioni, completamente prive di qualsiasi difesa organizzata contro il fuoco. 

I pompieri comunali, là dove esistevano, erano ancora organizzati con concezioni ed ordinamenti quasi medioevali e tutto il complesso antincendio italiano appariva anacronistico, insufficiente, mal distribuito, alla mercè dei mezzi e delle tradizioni locali. Pochi, pochissimi Corpi, e solo quelli delle grandi città, ma neppure di tutte le grandi città potevano rispondere alle esigenze di un'efficace difesa antincendio.

Occorre arrivare al 1935 prima che questo problema così importante, sia riconosciuto in Italia a carattere nazionale.


MIE FOTO DEL RADUNO NAZIONALE :